I 5 giudici sottoelencati hanno presenziato alla serata di premiazione, tenutasi domenica 5 luglio alle ore 21:00 presso il cortile del Cinema Ratti di Legnano.

La Giuria Ufficiale:

  • Claudio Bergamo – Presidente Cineforum Marco Pensotti Bruni
  • Flavio Giranzani – Presidente Onorario Cineforum Marco Pensotti Bruni
  • Alessandra Calanchi – Professoressa di Lingue e Letterature Anglo-Americane
  • Dimitris Statiris – Regista
  • Ezio Riboni – Videomaker

Di seguito i premi e i film vincitori con motivazione della giuria:

MENZIONE SPECIALE:

América di Javier Arias-Stella
MOTIVAZIONE: Un breve ed empatico racconto di formazione. Buono e convincente per regia, montaggio e fotografia, la sua piccola interprete occupa la scena dimostrando la pacata e positiva determinazione del suo personaggio, la capacità di procedere verso il proprio obiettivo senza arrendersi né cedere ai conflitti. La ricerca cromatica è molto interessante. Il nome della bambina, così come la sua storia, evoca con orgoglio un’America che è agli antipodi degli USA e dei MAGA, un’America delle Ande dove una bambina sogna di avere una bicicletta per poter arrivare puntuale a scuola.

PREMIO della GIURIA UFFICIALE (400€):

Notturno di Lorenzo Nuccio
MOTIVAZIONE: Il regista e sceneggiatore Lorenzo Nuccio in un breve cortometraggio racconta con ironia una favola moderna. Due protagonisti, una donna e un giovane ragazzo, si rivelano a poco a poco per quello che sono: due poetici sognatori. Una sceneggiatura e una regia efficace fotografano e registrano la notte e il respiro di una grande città con lo sguardo sognatore di due anime solitarie ammaliate dalla musica. La realtà è trasportata e vissuta nel tragitto notturno di un autobus in cui i messaggi pubblicitari e la cronaca diventano partecipazione e condivisione di un sogno e di un dramma condiviso.

PREMIO della GIURIA GIOVANI (200€):

Rochelle di Tom Furniss
MOTIVAZIONE: L’opera colpisce innanzitutto per la costruzione del personaggio di Mack, interpretato con straordinaria sensibilità. L’attore riesce a dare al corpo e allo sguardo una presenza espressiva capace di restituire con autenticità le sfumature emotive del protagonista. La narrazione procede con coerenza e misura, senza cedimenti, mantenendo sempre un saldo equilibrio tra scrittura e sviluppo drammaturgico. La regia sceglie consapevolmente di non imporsi, mettendosi al servizio dei personaggi e della storia. Il finale evita facili soluzioni emotive e raggiunge invece una commozione sincera, chiudendo il racconto con un ballo che richiama con eleganza l’immagine iniziale del film.

MENZIONE del PUBBLICO:

Largo di Max Burgoyne-Moore, Salvatore Scarpa